Hanno scritto di lui

Ciò che siamo, ciò che ci costringono a diventare (di Moni Ovadia)

La mia vita di teatrante e di attivista fanno sì che gran parte della mia vita sia un continuo vagabondare. Non ho motivo di lamentarmi, è stata una scelta personale consapevole. Essa ha comportato alcuni svantaggi ma molti sono stati i vantaggi. Fra questi quello di avere incontrato personalità straordinarie, non illuminate dai riflettori della notorietà, che sempre di più si accendono su persone di scarso valore, mentre il nostro paese è abitato da persone di alta qualità che si impegnano in vari campi del sapere o di differenti attività con passione e competenza con importanti conseguimenti pur senza avvalersi dei santi in paradiso dei familismi, nepotismi e corruttele varie. Fra costoro, qualche mese orsono ho conosciuto Alfredo Pacassoni uomo d’arte e pedagogista che ha saputo declinare le sue vocazioni con disarmante semplicità e talento.

Diplomato Maestro d’Arte in Decorazione Pittorica presso l’Istituto Statale d’Arte di Fano, ha poi conseguito la Maturità d’Arte Applicata in Decorazione Pittorica. Nell’ambito della pedagogia ha ottenuto la laurea, a pieni voti e dichiarazione di lode, presso la Facoltà di Pedagogia dell’Università di Urbino.

Il genio del teatro Tadeus Kantor era solito dire che noi adulti siamo gli assassini della nostra infanzia e che solo l’artista non si macchia di questo crimine. È molto probabile che l’essere artista abbia permesso ad Alfredo Pacassoni di dare un contributo di grande interesse ad uno di quelli che mi appaiono i nodi del problema pedagogico. Certo la scienza pedagogica ha compiuto grandi passi ad opera di grandi pedagogisti, ma lo sguardo di Pacassoni a mio parere è particolarmente incisivo focalizzandosi sulla coppia oppositiva conservatori versus progressisti. Il potere tende a perpetuarsi ed a mantenere le sue prerogative ed essendo il potere a decidere l’orientamento del processo educativo predilige la trasmissione conservatrice del sapere sia in ambito familiare che in ambito scolastico. Il potere tende ad imporre ciò che deve essere trasmesso soprattutto nelle società basate sulla sottocultura dell’ordine. Ora, l’infante non è un guscio vuoto da stipare di regole e convenzioni bensì è ricco di creatività, di originalità, di istanze anticonvenzionali, di fantasie. Di questo tratta questo affascinante saggio di Alfredo Pacassoni.

Io so bene cosa tutto ciò significa perché ne ho fatto esperienza e ne ho pagato i costi. Tutto nella mia personalità mi portava verso le arti sceniche la musica e il teatro, ma i miei genitori – che pure erano bravissime persone – e la scuola della mia infanzia e adolescenza volevano prepararmi, “per il mio bene” ad un percorso prestabilito e programmato a prescindere dalle mie vocazioni. È stata dura combattere per appropriarmi della mia vita. Ho dovuto anche intraprendere un lungo percorso psicoanalitico di 8 anni, 4 volte alla settimana ed è stato un privilegio. Ma forse è auspicabile rimettere in discussione il paradigma educativo.

Moni Ovadia – 08/12/2025


“Ieri è venuto gentilmente a trovarmi un illustre concittadino che è una delle persone più ricche di esperienze e intuizioni didattiche che abbia mai conosciuto, il pedagogista Alfredo Pacassoni. Nato come artista e plasmatore di immagini e di maschere e poi divenuto un provetto teorico delle scienze dell’educazione ma anche e soprattutto un operatore “sul campo” con la tenacia di occuparsi di infanzia, di scuola e degli istituti scolastici ed educativi più diversi e “disparati”. Non tento nemmeno di riassumere in pochi slogan la sue esuberanti intuizioni e conquiste pedagogiche, che potrei sintetizzare nella promozione e strenua difesa della Creatività dei bambini, da non tarpare anzitempo irreggimentandola in stereotipi sociali spesso costrittivi o comunque limitativi e con un apprendimento omologante, ma valorizzata stimolandola nei modi più opportuni, secondo i suggerimenti che il nostro pedagogista propone. Sua l’idea e il progetto di “Fano città dei bambini”, sua la proposta innovativa di una “Pedagogia speciale” che, mettendo a frutto l’esperienza dei numerosi laboratori creativi per “diversamente abili” da lui ideati e messi in pratica, apra nuovi orizzonti e “diritti” a tutte le bambine e bambini, “navigatori sulla terra e nel cielo alla ricerca di prospettive di sviluppo e benessere…” Alfredo ha non solo la competenza ma anche la maestria di conferire alle sue parole il segno della concretezza. Insomma un pomeriggio intenso e proficuo conversando con Alfredo Pacassoni, un “maestro”, figlio di una famiglia a cui, fra l’altro, dobbiamo alcuni dei “carri” più ricchi e fantasiosi del nostro Carnevale”.

Leandro Castellani – Scrittore e Regista Cinematografico
E-mail dell’8 Marzo 2024